5 RISTORANTI CHE HO AMATO NEL 2020, NONOSTANTE IL 2020


Ristorante Giglio, 📍Lucca

Tre chef, tre personalità ben distinte, ma con le idee molto chiare. La cucina del Giglio guarda oltre: è contaminazione, sperimentazione e condivisione.

Sapori della tradizione toscana, uniti all’avanguardia provocatoria e vini inediti creano quel gioco di squadra che sposa il passato e il presente, ma strizza l’occhio all’Oriente e al Sud America. Un mix unico nel suo genere, in un ambiente affrescato che si affaccia su una terrazza di una delle piazzette più belle di Lucca.

Non vedo l’ora di tornarci!

Prezzo:$$$



Gaudenzio, 📍Torino

Ci troviamo ai piedi della Mole Antonelliana, in una viuzza defilata nonostante la zona turistica. Gaudenzio fa parte della nuova bistronomie torinese e di quel fermento gastronomico che si respira in città già da qualche tempo. Originale la formula dei cicchetti “alla veneziana” per aprire le danze. Il menu è essenziale, pochi piatti da cui traspare tecnica e gusto negli accostamenti tra sapori. Abbinamenti favolosi anche con i vini naturali, per i quali non c’è una carta, bensì è Lorenzo a proporre e far assaggiare. Meravigliosa scoperta nella mia città, alla quale mi sono molto affezionata.

Prezzo: $$



Osteria da Morandin, 📍Verona

Era una sera d’estate quando sono tornata a Verona dopo molti anni. Non ricordavo molto bene quali fossero i piatti tipici veronesi e scelta più azzeccata non c’era, per il mio cicerone, di portarmi qui. Osteria a gestione familiare, rustica e senza fronzoli, appena fuori dal centro, dove il buon cibo fa da padrone. Nonostante avessi le farfalle nello stomaco e quindi poco appetito, all’arrivo degli antipasti mi si spalanca una voragine alla sola vista della tartare di cavallo con salsa alla senape . Si prosegue con un abbondante piatto di bigoli al Musso (asino), mentre si sorseggia un calice di Valpolicella Superiore. Si mangia en plain air, l’atmosfera è informale e conviviale, come essere sul terrazzino a casa di amici. Si torna a casa in dolcezza, belli brilli, dopo un calice di recioto di Soave.

Prezzo:$$



Da Burde, 📍Firenze

Durante la mia breve ma intensa parentesi lavorativa Fiorentina, sono andata a caccia di trattorie tipiche ed è qui che ho il ricordo della mangiata più emozionante.

Nonostante ci si debba spingere fino alla periferia, vale il “viaggio”. Sembra di entrare in una tavola calda (con tabacchi) di paese qualunque, ma attraverso una porta pressoché nascosta, si apre un mondo.

Si entra nella tipica trattoria Toscana, gestita ormai da generazioni dalla famiglia Gori, ambiente accogliente con travi a vista e dipinti retró e camerieri ruspanti. La cucina toscana nella sua quintessenza: semplicità, tradizione, veracità, altissima qualità. Si va dal cacciucco alla pappa al pomodoro, per passare dai pici al ragù di chianina alla Fiorentina di dimensioni che voi umani….

Il tutto accompagnato da più di 500 etichette di vini, grazie al contributo di uno dei fratelli Gori, Andrea il sommelier.

Se sei a Firenze, tappa obbligata.

Prezzo: $



Trippa, 📍Milano

Non ha bisogno di presentazioni, Diego Rossi, che ha trasformato l’idea della tipica trattoria milanese nella migliore trattoria gourmet casual d’Europa.

Trippa è un ritorno alle origini. C’è passione, tecnica e essenzialità. Disarmante è la bontà del piatto nella semplicità dei suoi ingredienti: cura maniacale della materia prima, presidi Slow Food, e come filo conduttore di tutto il menu: gusti decisi, molto decisi. Da provare assolutamente: la trippa fritta.

Diffidate dalle imitazioni. Ah, si prenota sempre il giorno prima alle 12 in punto, solo se riesci a fare il click più veloce del far west.

Prezzo: $$